L’ALBERO DI NATALE IN PIAZZA SAN PIETRO: NOTA SIR. Pubblichiamo la nota Sir sul “giorno dell’albero di Natale” in Vaticano.

Si aspettava la parola del Papa. Ed è venuta, serena e conciliante, nella visita in Vaticano da parte dei rappresentanti della Regione Federale della Carinzia, con l’attuale suo governatore Joerg Haider. Era lui per l’opinione pubblica la pietra dello scandalo, con le sue opinioni, a tutti note. Si trattava di accogliere la porzione di un Paese, l’Austria, in prevalenza cattolico e che non veniva a Roma con intenzioni politiche ma religiose. Come si poteva criticare l’accoglienza del Papa che, come è noto, tutti riceve nella grande Casa comune, anche chi – notoriamente -non condivide né la fede né l’insegnamento della Chiesa? Essere ricevuti dal Vicario di Cristo non vuol dire automaticamente essere approvati o condivisi per ciò che si è o per ciò che si pensa. Tutt’altro! Il comportamento del Successore di Pietro si pone anzi sulla linea evangelica di Chi ha detto di sé: “Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori”. Nel grembo della Madre Chiesa ci stanno tutti e vi rimangono se hanno la volontà di convertirsi! ” ” Quanto alla delegazione della Carinzia, guidata dal governatore e dal Vescovo di Gurk-Klagenfurt, il Santo Padre si è rivolto a loro e agli altri pellegrini ringraziando del dono. L’albero di Natale (e non di Haider) è stato poi al centro delle sue parole. L’albero come spunto per una elevazione spirituale, Citando un poeta, il Papa ha ricordato che gli alberi “non predicano dottrine o ricette, ma annunciano la legge fondamentale della vita”. A buon intenditor, poche parole… ” ” Il messaggio del Santo Padre è di alto profilo. Prima delle scelte politiche ci sono valori di fondo a cui i governatori si devono ispirare. Prima è la vita, di cui l’albero racconta il mistero. Anzi gli uomini ” fin dai tempi antichi hanno preso l’immagine dell’albero per riflettere sulle domande principali della vita”. E quindi la dignità e il rispetto della vita di ogni uomo, radicato o sradicato dalla sua terra, esule o pellegrino. Come un albero, aggiunge il Papa , l’uomo, ogni uomo “ha bisogno di radicarsi in una terra fertile, deve avere stabilità, per poter resistere ai venti che soffiano attorno a lui “. Anzi “chi crede di poter vivere senza fondamento, vive una esistenza incerta che assomiglia a radici senza terra”. Le migliaia di pellegrini che verranno ancora a Roma, prima che si chiuda l’Anno Santo, specialmente nelle feste natalizie, guardando a quell’albero , dono della Carinzia, avranno così ulteriori motivi di riflessione, riandando alle parole del Papa. Forse penseranno anche ad Haider – sarà inevitabile – ma per ricordare che quell’albero venuto dalla sua terra “grida” pensieri di amore e di pace, di accoglienza e di rispetto per tutti gli uomini della terra. Un messaggio per la vita, rivolto – ancora una volta in terra – a tutti gli uomini di buona volontà”. ” “