IMMIGRAZIONE: P.MIOLI (MIGRANTES), “LA QUOTA DI 63.000 NUOVI INGRESSI SODDISFA A METÀ”

Una quota di 63.000 nuovi ingressi di stranieri nel 2001 che soddisfa a metà anche la Fondazione Migrantes: al di là dei calcoli tecnici sulle quote, sui quali “come organismi di Chiesa non siamo competenti e abilitati a pronunciarci”, precisa padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio per la pastorale dei profughi e degli immigrati, se venisse “aumentata si sarebbe ben lieti, perché questa immigrazione regolare è la forma più dignitosa e sostanziosa di cooperazione allo sviluppo dei Paesi sottosviluppati”, in quanto “non si limita ad alleggerire il loro tasso di disoccupazione e la pressione alle frontiere, ma grazie alle rimesse contribuisce ad elevare il loro livello di vita e predispone al rientro di lavoratori e imprenditori qualificati”. Dopo le proteste dei sindacati alla bozza del decreto flussi – mentre domani andrà al voto della Camera la modifica dell’attuale legge Turco-Napolitano sull’immigrazione – padre Mioli ricorda che la quota “non lascia del tutto delusi”, tuttavia “non corrisponde alle attese delle parti sociali, comprese quelle di ispirazione cristiana”. A favore di una quota più elevata – spiega – “vengono addotti vari fattori: la buona prova data dalla quota dei 63.000 dell’anno corrente, che sembra si sia in fretta esaurita, tant’è vero che già in luglio scorso si parlava di un supplemento di ingressi sulle 40.000 unità; l’insistente richiesta di alcuni settori del mercato, in particolare nel Nord-Est e degli stessi sindacati; la convinzione che gli ingressi regolari siano il più efficace antidoto al tentativo di ingresso clandestino e tolgano il pane di bocca agli scafisti ed altri mercanti di carne umana; l’orientamento dell’Unione europea a rallentare il lungo blocco delle frontiere ai lavoratori extracomunitari”. Di positivo, secondo padre Mioli, è il fatto che per il 2001 siano stati riservati “2000 ingressi per infermieri, 3000 per tecnici dell’informatica, 3000 per lavoro autonomo (mentre in precedenza erano solo 2000)”. Al contrario, c’è stata una “regressione da 15.000 a 12.000 della quota per inserimento nel mercato di lavoro mediante sponsorizzazione”, che è “uno dei punti più significativi e innovativi della nuova legge” dal quale “si attende, anziché una diminuzione, un potenziamento della sperimentazione”.” “” “” “” “