VESCOVI FRANCESI: “NO” ALLA PROSTITUZIONE COME “MESTIERE”

Non esiste una prostituzione “buona” e una prostituzione “cattiva”, una prostituzione “libera” o una prostituzione “forzata”: la prostituzione è sempre e comunque un attentato alla dignità della persona: esprime un disprezzo del corpo e abbassa la relazione sessuale a livello di un mercato”. E’ un “no” perentorio alla prostituzione come “mestiere”, quello che viene dalla Conferenza episcopale francese, in una dichiarazione della Commissione sociale dei vescovi d’oltralpe. Nel documento, dal titolo “La schiavitù della prostituzione”, si parte dai dati: “Più di cinque milioni di essere umani si prostituiscono nel mondo, tra cui due milioni di bambini”. Tutti i Paesi sono colpiti, ma il fenomeno della prostituzione “ha preso in Europa – sottolineano i vescovi francesi – nel corso degli ultimi anni, un aspetto particolarmente allarmante”, grazie soprattutto “all’estensione dei conflitti armati, alla precarietà economica, alla formazione di nuove organizzazioni mafiose, alla mobilità crescente delle persone e delle popolazioni”. Solo in Francia – si legge nella nota – il giro di affari legato al mercato della prostituzione si aggira intorno ai 10 miliardi all’anno, che in Europa diventano 60 e nel mondo 400 miliardi, “l’equivalente della metà dei flussi di denaro legati alla droga”. “Traffico, tratta, schiavitù”: sono questi, scrivono i vescovi francesi, i termini più adatti per qualificare il fenomeno della prostituzione, al quale sono state date fino ad oggi solo “risposte parziali”, se paragonate “all’ampiezza del fenomeno”. (segue). ” “” “” “