ISLAM: L’AVE MARIA DEI MUSULMANI, “DONNA ESEMPLARE E MADRE DEL PROFETA GESÙ”

“O Maria! In verità Dio ti ha scelta; ti ha purificata e ti ha prescelta su tutte le donne del creato” (Corano 3,45). “Questa – dice padre Maurice Borrmans del Pontificio Istituto di studi arabi ed islamici – è l’Ave Maria che i musulmani meditano nel Libro magnifico che essi ritengono direttamente rivelato da Dio”. Dunque, al di là dei confini della Chiesa, la Madre di Gesù è presente anche tra i seguaci dell’Islàm. Nel Corano, fa notare in un’intervista al Sir l’esperto in Islàm, Maria è la sola donna nominata e nel parlare di lei, il Libro ha preso in prestito i racconti tratti dai Vangeli, soprattutto apocrifi. Ma può Maria rappresentare un ponte di dialogo con l’Islàm? “Elogiata in modo singolare dal Corano – risponde Borrmans – Maria è stata poi dimenticata nel corso dei secoli. La teologia musulmana non ne parla quasi mai mentre ha esaltato altre donne, come quelle che appartengono alla famiglia ristretta di Maometto: sua madre, le sue spose e la figlia prediletta Fatima”. Se dunque a livello teologico Maria “rimane una figura marginale”, laddove “i musulmani sono in contatto con comunità cristiane e laddove ci sono chiese e luoghi di pellegrinaggio, il popolo musulmano e soprattutto le donne frequentano i santuari dedicati a Maria. Questa venerazione popolare – spiega Borrmans – non è del tutto ortodossa dal punto di vista musulmano anche se viene tollerata. Per noi rappresenta comunque uno dei tanti piccoli ponti di incontro: sarebbe già molto se Maria potesse diventare per le donne musulmane un punto di riferimento di donna onesta, cosciente della sua femminilità, disponibile ai desideri di Dio e pronta al servizio di tutti”. E’ possibile pregare Maria insieme? “Su questo fronte – osserva Borrmans – si deve essere molto prudenti e cauti e non pretendere troppo. Il resto appartiene ai segreti disegni di Dio e alle libere iniziative di Colui che essendo Padre non comunica tutte le meraviglie se non ai piccoli e agli umili ed è il caso di Maria”.