CARD. RUINI: LA “SCUOLA LIBERA” NON È SOLO PER I CATTOLICI (2)

A proposito del “buono scuola” come “strumento di attuazione della parità scolastica”, il card. Ruini – nel messaggio inviato all’incontro sulla “scuola libera” organizzato oggi, a Roma, dalla Fondazione “Liberal” e da altre associazioni – fa notare che “si tratta di una scelta anche ‘tecnica’, per la quale è difficile vedere una competenza propria della Chiesa”. La Cei, infatti, “ha costantemente evitato di pronunciarsi per l’una o per l’altra tra le varie possibili forme concrete di realizzazione della parità, a condizione che questa sia davvero garantita e non pregiudichi l’effettiva libertà delle famiglie e delle istituzioni scolastiche”. L’obiettivo più importante, sottolinea il cardinale, è quello di “assicurare in concreto alle famiglie il diritto di esercitare pienamente le proprie responsabilità educative, che hanno un carattere originario il quale precede di per sé il ruolo delle pubbliche istituzioni”; anche gli alunni devono avere “una propria voce nella scelte del tipo di scuola, come del resto già avviene nel dialogo tra figli e genitori”. Il presidente della Cei definisce, poi, “un aspetto di grandissimo rilievo” il coinvolgimento degli insegnanti nella questione della libertà e pluralità scolastica, visto che “la buona riuscita di ogni attività e impresa collettiva” dipende “in misura determinante dall’impegno e dalle qualità di coloro che vi lavorano, a maggior ragione per la scuola, dove si tratta non di produrre beni materiali ma di aiutare la crescita delle persone”. E’, quindi, “essenziale che gli insegnanti si facciano protagonisti di quella profonda trasformazione del nostro sistema formativo che ha nella libertà e parità scolastica una sua componente fondamentale”. A tal fine, conclude Ruini, è “indispensabile non soltanto procedere con la necessaria gradualità e nel rispetto dei diritti acquisiti, ma anche mettere meglio in chiaro come in un sistema scolastico maggiormente articolato e pluralistico la professionalità degli insegnanti e la loro passione educativa possano trovare assai più ampi e concreti spazi di realizzazione e valorizzazione”. ” “” “