Il problema delle vocazioni non deve rimanere “assillo dei soli Pastori”, ma deve trovare “riscontro nella sensibilità di tutti, coinvolgendo in particolare le famiglie e gli educatori”: è quindi necessaria un’autentica cultura delle vocazioni. Temi che Giovanni Paolo II ha richiamato questa mattina, incontrando 2500 partecipanti al Giubileo del Serra International, movimento nato negli Stati Uniti ed impegnato nella pastorale vocazionale. “La comunità cristiana – ha spiegato il Santo Padre – deve capire con urgenza che la promozione delle vocazioni è molto più che una semplice questione di ‘programmi’. E’ qualcosa che tocca proprio il mistero della Chiesa”. Risuonano oggi con urgenza, ha rilevato il Santo Padre, le parole del Vangelo di Marco: “La messe è molta ma gli operaii sono pochi!”. “L’orizzonte del Padrone della ‘messe’ – ha fatto notare – è infatti illimitato, se consideriamo i bisogni pastorali della Chiesa per se stessa ma anche l’immenso numero di persone che ancora attendono la prima proclamazione del Vangelo”. Nella complessità del tempo presente, ha evidenziato il Papa, “dobbiamo riconoscere la ricerca di senso – reale ma spesso silenziosa – che si sta diffondendo nella società. C’è un inespresso bisogno di Cristo – ha proseguito il Santo Padre – che sta crescendo fra i giovani, nel mondo della cultura, e dalle grandi sfide etiche e sociali del nostro tempo”.