“Non si può accettare che miliardi vengano sottratti alla cooperazione allo sviluppo per coprire spese militari”. Lo denunciano le organizzazioni non governative italiane riunite nella rappresentanza unitaria, rendendo noto che “nonostante un emendamento approvato ieri dal Senato, abbia ridotto a solo 20 miliardi” la cifra da destinare alle spese militari, “resta la violazione dell’art.1 della legge 49/87 sulla cooperazione, quello che esplicitamente vieta l’uso dei fondi destinati allo sviluppo dei Paesi più poveri per finalità di tipo militare. Un precedente pericoloso, come quello dell’uso, per la prima volta, dei fondi dell’8 per mille destinati allo Stato per attività di cooperazione allo sviluppo”. ” “Le organizzazioni non governative italiane considerano un primo risultato l’aver ottenuto, con le loro proteste, una modifica del decreto-legge del 7 gennaio, che prevedeva lo “storno” di ben 110 miliardi dai fondi della cooperazione allo sviluppo per coprire le spese di mantenimento dei contingenti militari italiani all’estero. Però, precisano, “di fronte al provvedimento adottato ieri dal Senato e fatto proprio dallo stesso Governo, a seguito delle proteste dell’Associazione delle Ong italiane di cooperazione, le stesse non si ritengono soddisfatte del risultato ottenuto e si impegnano a far sentire la propria voce in questo senso durante il prossimo dibattito alla Camera per eliminare anche il taglio residuo di 20 miliardi. Un dibattito che non potrà non influenzare anche quello sulla legge di riforma della cooperazione, che avviene quasi in contemporanea”.” “