“L’elemento fondamentale a cui guardare è lo sviluppo di ogni persona umana e la sua libertà prima ancora che all’utile economico, consapevoli che alla fine alcune priorità sanno ben ripagare in giustizia ed equilibrio sociale”. Così il cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, è intervenuto al convegno “Solidarietà e sviluppo umano”, organizzato questa mattina dalla Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Milano.” “Il cardinale si è detto colpito dall’analisi della situazione italiana, fanalino di coda dei Paesi industrializzati per indici di sviluppo umano ed ha ringraziato le realtà di volontariato che danno vita a forme di lavoro in cooperativa restituendo “dignità a persone spesso senza speranza e risorse”. L’arcivescovo ha quindi rivolto un appello alle singole categorie presenti. Ai privati e alle pubbliche autorità, ha detto, si impone “l’impegno e l’onere di operare per queste fasce deboli” e di non accettare il solo criterio economico “come criterio di valutazione ma il servizio alle persone”, a partire da due beni essenziali: il lavoro e la casa. Al sindacato il card. Martini ha chiesto di “ritrovare pienamente la propria vocazione” e agli imprenditori “di investire e inventare il lavoro che diventa un bene per tutti”. Ai lavoratori, l’arcivescovo ha chiesto di “costruire insieme a tutti un mondo più vivibile, accettando di sentirvi vicini a chi è senza lavoro, operando insieme scelte che aiutino ogni persona a crescere e reimpostando criteri di solidarietà, che rischiano di essere dimenticati in un individualismo comune”. Così operando, “metteremmo insieme sviluppo e solidarietà e aiuteremo ad affrontare questa sfida da cui dipende il nostro futuro”” “