“Noi, membri della famiglia vincenziana internazionale, invitiamo tutti i popoli ad unirsi per ascoltare il grido di coloro che sono nella necessità e per dare ad esso risposte adeguate”. Lo chiedono i responsabili internazionali della Famiglia Vincenziana (milioni di religiosi e laici nel mondo) in un appello che hanno inviato “alle nazioni del mondo e a tutti i popoli di buona volontà, a nome di poveri”. Il testo dell’appello è stato reso noto proprio nei giorni in cui a Bangkok si sta svolgendo la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) dove Kofi Annan ha lanciato ai delegati l’invito a farsi carico dei paesi poveri. “Alcune forme di povertà che esistono da molto tempo persistono ancora”, scrivono i responsabili della San Vincenzo, come l’ignoranza, la fame, la mancanza di alloggio, la disoccupazione, i salari minimi, la malattia, i disastri della guerra. In questi ultimi anni, però, “nuovi poveri e nuove forme di povertà sono sorte tra noi”. L’aids, la disgregazione delle famiglie, l’impossibilità di accesso alla tecnologia, l’inquinamento dell’ambiente, la cultura di morte. La proposta che i responsabili della famiglia vincenziana lanciano è costruire “una cultura di solidarietà, di comprensione e di dialogo”; mettere a disposizione di “ogni persona senza distinzione di condizione, razza o genere i mezzi di accesso all’educazione; assicurare “un salario di base a tutti i lavoratori” e “sollevare il fardello del debito di coloro che hanno più difficoltà a pagare, che si tratti di nazioni o di individui”. “Allora – conclude l’appello – tutti noi, ricchi e poveri del mondo, potremo unire i nostri cuori per celebrare il Grande Giubileo e unire le nostre mani per avanzare insieme verso il terzo millennio”.