OMICIDIO ROCCIA: ARMENTI “L’ERGASTOLO È SEMPRE UNA SCONFITTA”

“Una comunità che vuole crescere ed educare al rispetto della persona deve andare oltre lo scoop” . E’ quanto afferma Francesco Armenti, addetto stampa della diocesi di San Severo (Foggia), a pochi giorni dalla sentenza di ergastolo per Anna Maria Botticelli e Mariena Sica, le due studentesse di Castelluccio dei Sauri che hanno ucciso l’amica Nadia Roccia.” “La tragica vicenda verrà riproposta e commentata questa sera nella trasmissione “Circus”, condotta da Michele Santoro su Raiuno. Armenti, riferendosi all’immediato dopo-sentenza, osserva che quegli applausi “andavano diversamente valutati, perché un ergastolo è comunque una sconfitta per una società civile”. Anche il perdono, aggiunge, “è diventato pretesto per una informazione-spettacolo, strappalacrime. Non possiamo chiedere alla famiglia Roccia di perdonare perché il perdono non si chiede ma si invoca, si prega, al perdono si educa. Le grida della mamma di Nadia, riprese dai media, sono l’urlo di dolore di una madre che ha perso per sempre sua figlia e che la sentenza non le restituirà. Quelle stesse grida, spettacolarizzate, dovrebbero inquietarci tutti e, semmai, educarci al silenzio dinanzi al dramma umano”. Per l’autore dell’articolo – che ricorda anche l’appello dell’arcivescovo di Foggia, Domenico D’Ambrosio a favore di una “possibilità di redenzione” per le due giovani studentesse – “un ergastolo o una pena di morte ha sempre degli sconfitti, mai dei vinti e dei vincitori”. Poi l’elenco degli “altri colpevoli”, oltre ad Anna Maria e Mariena: “il disorientamento etico-morale, la mancanza di punti forti di riferimento nella famiglia e nella società, una scuola frammentaria e preoccupata della professione più che della personalità e dignità dell’alunno, l’indifferenza dell’uomo verso Dio, l’indifferenza sociale”. ” “” “