“Uno dei problemi dell’arte moderna è che ritorni a esser capace, attraverso metodi che non sono quelli classici, di comunicare quel messaggio che per duemila anni la Chiesa ha trasmesso attraverso l’arte in un modo che sia comprensibile da tutti”. Mons. Francesco Marchisano, ha sottolineato così, oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione del Giubileo degli Artisti, il problema che sta alla base dell’alleanza e fra Chiesa e arte all’interno della cultura contemporanea. La Chiesa fin dal 1964, ha ricordato mons. Marchisano, con Paolo VI ha chiesto scusa agli artisti per averli trascurati, per aver avuto altre esigenze e altre priorità economiche, questioni che non si ponevano nei secoli precedenti.” “L’arte contemporanea però, ha proseguito il presidente della Pontificia Commissione, “ha vissuto problemi come quello del confronto con il pluralismo culturale, molto diverso dalla cultura della civitas cristiana in cui tutto si elaborava all’interno di un unico sistema e di un linguaggio comune. In questo secolo il linguaggio comune è venuto meno, e quindi non tratta solo di un problema contingente di committenza quanto un problema di difficoltà a giudicare cosa possa essere arte per la Chiesa”. “Il rapporto fra Chiesa e arte – ha spiegato Marchisano – deve essere costruito giorno dopo giorno con due connotati tipici della dimensione ecclesiale e dell’umanesimo, che sono il senso della memoria e il senso della profezia. Cioè senza dimenticare che ci sono duemila anni di storia dell’arte cristiana, ovvero culto, cultura, carità e catechesi espressi attraverso l’arte e che c’è un futuro. Perché non dobbiamo essere solo custodi di musei ma anche inventori”. ” “