E’ stato presentato ieri a Milano il bilancio 1999 delle attività dei 9 Centri servizi per il volontariato della Lombardia. A due anni dall’apertura, più della metà delle associazioni di volontariato lombarde hanno utilizzato i servizi di ascolto, orientamento e formazione messi a disposizione dagli stessi centri. Secondo i dati presentati, sono più di 5.500 le richieste pervenute e 13 mila le ore di sportello. Ai centri si sono rivolte più di 3.000 tra organizzazioni di volontariato, associazioni in fase di costituzione, organizzazioni non lucrative di utilità sociale ed enti pubblici. Le consulenze richieste sono state in ambito normativo, fiscale e amministrativo, e più di 32 mila le ore di formazione, che hanno coinvolto duemila persone. “L’esperienza”, ha spiegato Marco Granelli, presidente del Csv di Milano, “dimostra che è stata positiva l’intuizione di far gestire i centri alle stesse organizzazioni di volontariato che meglio possono conoscerne i bisogni reali. I Centri di servizio sono diventati nelle varie Province lombarde un luogo e punto di riferimento per molte organizzazioni di volontariato. Soprattutto l’attività di sportello che risponde ai problemi burocratici, amministrativi e organizzativi che spesso tolgono risorse di tempo e di impegno ai volontari. Agli sportelli dei Centri si sono rivolte più della metà delle organizzazioni di volontariato esistenti in Lombardia, iscritte o meno al Registro regionale del volontariato. Il prossimo traguardo da raggiungere sarà quello di misurare e migliorare la qualità dei servizi per essere sempre più aderenti possibili ai bisogni anche inespressi del vasto mondo del volontariato”. I Centri di servizio, istituiti dalla Legge quadro 266/91 sul volontariato, vengono finanziati con un quindicesimo dei fondi a disposizione delle fondazioni bancarie.