“Il Giubileo è tempo di forte verifica e di purificazione interiore, ma anche di recupero di quella missionarietà che è insita nel mistero di Cristo e della Chiesa”. Lo ha ricordato questa mattina il Papa ricevendo duemila partecipanti al Giubileo dei diaconi permanenti. “La missione – ha sottolineato il Papa -, almeno quanto ad intenzione e passione, deve urgere nel cuore dei sacri ministri e sospingerli fino al dono totale di sé”.” “Sull’esempio del Diacono San Lorenzo, ha osservato Giovanni Paolo II, “non arrestatevi davanti a nulla”. Il “prezioso” servizio liturgico dei diaconi unito a quello della carità non deve infatti fermarsi di fronte alle “difficoltà” e ai contrasti” che nel nostro tempo vedono credenti chiamati “da Dio al martirio cruento”, e più spesso sottoposti al “martirio dell’incomprensione”. Non bisogna perdersi d’animo, ha ribadito il Papa rivolgendosi ai diaconi, neppure “per la frustrazione a seguito di iniziative apostoliche non riuscite, per l’incomprensione di molti”. Il Giubileo, ha messo in evidenza il Papa, è “tempo propizio per restituire” alla specifica Identità e spiritualità di servizio diaconale “la propria fisionomia originaria ed autentica, così da rinnovare interiormente e mobilitare ogni energia apostolica”. Innanzi alla Porta Santa – ha detto il Santo Padre, – avvertiamo la necessità di ‘uscire’ dalla nostra terra egoistica, dai nostri dubbi, dalle nostre infedeltà e sentiamo impellente l’invito ad ‘entrare’ nella terra santa di Gesù, che è la terra della piena fedeltà alla Chiesa, una, santa, cattolica ed apostolica”. ” ” ” “