GIOVANNI PAOLO II: ABRAMO, “MODELLO” PER EBREI, CRISTIANI E MUSULMANI

“Un modello di incondizionata sottomissione al volere di Dio”. Così, questa mattina, il Papa, nel corso della commemorazione di Abramo “nostro Padre della fede”, al termine dell’udienza generale, come primo gesto del suo pellegrinaggio in Egitto e sul Sinai (che comincerà domani) – ha definito la figura di Abramo, punto di riferimento per ebrei, cristiani e musulmani. “Nella vicenda di Abramo, da cui prese inizio la storia della salvezza – ha detto Giovanni Paolo II – , possiamo già percepire un altro significato della chiamata e della promessa. La terra, verso la quale si avvia l’uomo guidato dalla voce di Dio, non appartiene esclusivamente alla geografia di questo mondo. Abramo, il credente che accoglie l’invito di Dio, è colui che si muove nella direzione di una terra promessa che non è di quaggiù”. L’apice dell’obbedienza al Padre, ha osservato il Pontefice, Abramo l’ha toccato nel momento in cui si è reso disponibile a sacrificare a Dio suo figlio Isacco: “In quell’istante umanamente tragico, in cui era ormai pronto a infliggere il colpo mortale a suo figlio, Abramo non cessò di credere. Anzi, la sua fede nella promessa di Dio raggiunse il culmine”. Secondo una tradizione, ha ricordato il Papa, “il luogo dove Abramo fu sul punto di sacrificare il proprio figlio, è lo stesso sul quale un altro padre, l’eterno Padre, avrebbe accettato l’offerta del suo Figlio unigenito, Gesù Cristo. Il sacrificio di Abramo appare così come annuncio profetico del sacrificio di Cristo”. ” “” “