“C’è chi soffia sul fuoco per distruggere la democrazia”: è quanto ha dichiarato all’agenzia Fides mons. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, capitale della Nigeria, dopo gli scontri avvenuti nei giorni scorsi nella città di Kaduna, e in cui – secondo fonti locali – sono morte almeno 100 persone. Secondo l’arcivescovo, “anche alcuni cristiani hanno preso le armi per difendere i loro negozi e le loro case, ma lo scontro religioso nasconde un conflitto politico”. “Ci sono circoli – spiega, infatti, l’arcivescovo – che non gradiscono la politica del presidente, Olusegun Obasanjo, ed utilizzano il problema religioso per metterlo in difficoltà”. Chi li arma? “Tutti sanno – risponde l’arcivescovo – che l’Arabia Saudita ha promesso aiuti economici agli stati che introducono la legge islamica. Kaduna è a maggioranza cristiana; ma c’è una piccola minoranza fanatica e ben organizzata, che ha finanziatori esteri. I cristiani come possono accettare la legge di una minoranza imposta con la forza, e che va contro la costituzione federale? Ma purtroppo i fanatici sostengono che la costituzione federale è fatta dai cristiani e loro non possono riconoscerla. Accusano i cristiani di separare religione e politica, mentre per loro è la stessa cosa”. Il presidente Obasanjio, invece, ha più volte ripetuto che l’introduzione della legge islamica è anticostituzionale: “Ma i governatori degli Stati in cui la legge islamica dovrebbe essere introdotta si oppongono a questa visione. Il governo centrale – conclude l’arcivescovo – doveva essere più deciso all’inizio. Nel momento n cui si crea un conflitto tra il governo federale e il governatore di un singolo stato bisogna far decidere alla Corte Suprema”. In Nigeria su una popolazione di oltre 118.000.000 abitanti i cattolici sono oltre 13 milioni. ” “” “