DONATI: IL CONTRIBUTO DELLA RELIGIONE ALLA SOCIETÀ DEMOCRATICA

“In un contesto storico caratterizzato da una differenziazione crescente tra la sfera sociale e culturale e tra i rispettivi codici di riferimento, la religione si sta distinguendo come campo di azione latente che cerca di contribuire, certamente non senza momenti di conflitto e frizione, alla costruzione di un mondo pubblico qualificato in senso etico”. E’ questa, ad avviso di Pier Paolo Donati, docente dell’Università di Bologna, la sfida a cui oggi è chiamata nel mondo post-moderno la religione. Intervenendo al sesto incontro plenario promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in corso a Roma fino a domani, il sociologo ha parlato del rapporto tra religione e democrazia. “La società moderna – ha detto Donati – ha visto nella religione un ostacolo per la democrazia” e questo atteggiamento ha contribuito a relegare la religione “in una sfera puramente privata, separandola dalla sfera pubblica”. Ma, ha aggiunto il sociologo, alla fine del ventesimo secolo, si assiste ad una crisi: “La democrazia ha perso il suo fondamento concettuale e la religione la sua identità”. “La religione – ha detto Donati – non è il campo di una mediazione supplementare tra la società civile e il sistema politico, quanto uno stimolo propositivo verso una ‘società civile più umana’. Tutto ciò, da una parte, si oppone ad una società intesa come puro mercato di comunicazione e, dall’altra, cerca di garantire che il lavoro umano sia indirizzato verso la democrazia”.