“E’ un dovere per tutti i cittadini partecipare attivamente, in spirito di solidarietà, all’edificazione sociale, al consolidamento della pace fra le comunità e alla gestione del bene comune. Per realizzare quest’opera comune che deve avvicinare i membri di una stessa nazione, è giusto che tutti, cristiani e musulmani, nel rispetto delle diverse opinioni religiose, mettano le loro competenze al servizio della collettività, a tutti i livelli della vita sociale”. Lo ha detto Giovanni Paolo II nell’omelia pronunciata questa mattina durante la S.Messa celebrata nel Palazzo dello sport del Cairo con la partecipazione dei Patriarchi e dei 15 vescovi cattolici dell’Egitto, presenti rappresentanze di fedeli di ognuna delle comunità ecclesiali appartenenti ai riti copto, latino, maronita, greco, armeno, siriaco e caldeo.” “”Siamo venuti in Egitto – ha detto il Giovanni Paolo II – sulla via lungo la quale Dio guidò il suo popolo, con a capo Mosè, per condurlo fino alla terra promessa. Ci mettiamo in cammino, illuminati dalle parole del Libro dell’Esodo: abbandonando la nostra condizione di schiavitù, andiamo verso il monte Sinai, dove Dio ha suggellato la sua alleanza con la casa di Giacobbe, per mezzo di Mosè, nelle mani del quale ha deposto le tavole del Decalogo”. Questa alleanza “ci pone in presenza di Dio ed è l’espressione del suo amore profondo per il suo popolo”. E’ la prima volta che Giovanni Paolo II visita l’Egitto, terra nella quale, ha ricordato, “il messaggio della nuova alleanza è stato trasmesso, di generazione in generazione, attraverso la venerabile Chiesa copta”. Al termine della Messa il Papa ha lanciato un appello per la pacificazione in Nigeria, assediata da “tensioni che hanno causato molti morti” e per il Mozambico, “toccato da gravi inondazioni”. ” “