Un Centro parrocchiale che durante la settimana fa attività “normale”, e nelle notti del fine settimana (venerdì e sabato) funziona come una discoteca. Succede a Quartiano (Lodi) e a raccontarlo – sull’ultimo numero di “Famiglia oggi” (3/marzo 2000), dedicato allo “sballo” dei giovani – è don Emanuele Brusati, parroco di Quartiano e direttore di “M’interessi”, un progetto pastorale “missionario” che “si preoccupa sia di sensibilizzare le famiglie della parrocchia e del territorio, sia di formare animatori qualificati per il lavoro educativo”. In che modo? Superando, spiega il parroco, il “criterio della territorialità” e convogliando gli sforzi degli operatori della pastorale giovanile “verso un novo mondo, quello del tempo libero e del fine settimana del cosiddetto ‘popolo della notte'”. L’obiettivo, aggiunge don Brusati, è quello di “offrire relazioni personali efficaci, quali occasioni forti d’annuncio e testimonianza, ponendosi in stato di missione concreta con tutti i giovani, anche con quelli che non frequentano chiesa e oratorio, senza pregiudizi o proposte preconfezionate, ma camminando al loro fianco ‘gratuitamente'”. Tutto ciò, non “per aumentare il numero dei praticanti e ‘contare’ di più”, ma per passare da una “pastorale dei cerchi concentrici” (che definisce i giovani in base alla loro appartenenza o vicinanza alla Chiesa) a una pastorale “missionaria”, “che non ritiene – commenta don Emanuele – ci siano lontani o vicini, perché la vicinanza e lontananza passa nel cuore delle persone e non nelle appartenenze. Ci sono vicini tentati di trasgressione e lontani desiderosi di santità. Dio però non è lontano da nessuno”.