La richiesta di una rapida approvazione della legge sul diritto d’asilo – il disegno di legge è attualmente fermo alla Commissione affari costituzionali della Camera – è stata espressa più volte durante la presentazione delle anticipazioni del Dossier Immigrazioni presentato oggi a Roma dalla Caritas diocesana. Lo ha ribadito Ana Liria-Franch, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ricordando che “l’Italia non si è ancora adeguata ai cambiamenti internazionali che riguardano la procedura di asilo, i tempi si sono allungati ad oltre un anno e la situazione dei richiedenti asilo politico è deteriorata. Nonostante lo sforzo del volontariato e delle organizzazioni non governative per alleviare le sofferenze di queste persone – ha affermato -, non si può sopperire al ruolo dello Stato”. Rispetto al ’97 (quando le domande erano 1.850), nel ’98 le richieste sono salite a 11.000 e nel ’99 ad una cifra compresa tra le 13.000 e le 34.000. Mons. Francesco Gioia, segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti, ha sottolineato che “chiudere le porte agli immigrati senza impegnarsi per la rimozione delle cause dell’ingiustizia a livello mondiale, è eticamente scorretto ed è del tutto scorretto equipararli ai delinquenti”. Mons. Gioia ha ricordato che il magistero del Papa in materia di migrazioni “é universale e deve trovare piena applicazione, e non un ridimensionamento, in tutte le comunità ecclesiali compresa quella italiana”. Rispondendo agli interrogativi posti il sottosegretario del Ministero dell’Interno Alberto Maritati ha illustrato l’impegno del governo nella ristrutturazione dei centri di permanenza temporanea e nell’applicazione concreta del “decreto-flussi”, (sono previsti 63.000 ingressi regolari per il 2000), facendo conoscerne gli estremi soprattutto ai Paesi di provenienza degli immigrati.” “” “