CIVILITÀ CATTOLICA: “DS, NON PIÙ POSTCOMUNISTI, MA PRAGMATISTI ED EFFICIENTISTI”

“Il maggior risultato politico del primo Congresso dei Democratici di Sinistra è la fine delle oscillazioni sull’identità del partito, che oggi ha rivolto il suo timone con decisione e con chiarezza verso il Partito Socialista Europeo (Pse) e quindi vuole essere un partito socialdemocratico e riformista”. E’ parte dell’analisi che il prossimo numero di “Civiltà Cattolica”, dedica al recente congresso dei Ds, celebrato a Torino a metà gennaio. In questa sede, spiega il mensile dei Gesuiti, “si è chiuso il cantiere aperto a Firenze che aveva visto oscillazioni tra un partito liberaldemocratico, ulivista per usare un linguaggio ormai superato, e un partito semplicemente postcomunista. Questa è la strada che i Ds vogliono percorrere ma ci vorrà tempo, mentre le scadenze, anche elettorali, incalzano”. Messa da parte la definizione di postcomunisti, osserva “Civiltà Cattolica”, “la contaminazione tra le varie culture presenti nel partito è molto lontana”. L’affermazione di Veltroni che il partito vuole far proprie le tante storie e tante culture che lo caratterizzano, resta ancora “una dichiarazione di intenti, perché di fatto, una volta abbandonata l’analisi marxista, quella che domina ora è piuttosto una dimensione semplicemente modernizzatrice, pragmatistica ed efficientistica”. Civiltà Cattolica considera “un grande limite culturale e politico”, il modo in cui “sbrigativamente” Veltroni “ha demonizzato il suo avversario politico Silvio Berlusconi”, mentre invece “avrebbe dovuto compiere un’analisi spassionata e ‘scientifica’ delle motivazioni di voto di una così ampia fetta dell’elettorato”.