CECENIA: DA SETTE GIORNI SCIOPERO DELLA FAME DI DON BIZZOTTO

“Le scarse notizie che arrivano dalla Cecenia ci parlano solo di risultati militari. Appena sarà possibile avere un’informazione corretta su quanto sta avvenendo, il mondo intero inorridirà e si vergognerà”: lo ha detto don Albino Bizzotto, animatore dei “Beati i costruttori di pace”, che da sette giorni sta digiunando per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei politici sul dramma che si sta consumando nel paese asiatico dove è in corso il conflitto con le truppe russe. Anche p. Angelo Cavagna, del consiglio nazionale di “Pax Christi Italia” sta attuando un analogo digiuno in staffetta con altre 18 persone, tra cui i vescovi mons. Luigi Bettazzi e Diego Bona. I due organismi cattolici intendono chiedere, con queste iniziative portate avanti “salva la vita” dei digiunatori (don Bizzotto, ad esempio, ha manifestato “alcune disfunzioni epatiche gravi che pongono problemi”, hanno dichiarano i “Costruttori di pace”), alcuni interventi “minimali”: dalla cessazione dell’intervento armato al libero accesso da parte delle organizzazioni umanitarie per l’assistenza ai civili, la libertà di stampa e di informazione e l’attivazione immediata da parte del personale Onu e Osce. Secondo don Bizzotto è comunque inspiegabile il fatto che su questi eventi la comunità internazionale continui a tacere. Per questo a partire da domenica 6 febbraio presso la sede di Padova (via Antonio da Tempo 2) sono attesi altri volontari pronti a iniziare il digiuno per incrementare la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Si ha intanto notizia che altri gruppi e persone hanno aderito alle proposte dei “Costruttori”: a Firenze, Pistoia, da un ricercatore del Cern di Ginevra e da una giovane di Pisa. Si stanno anche raccogliendo cartoline firmate da inviare a Romano Prodi, presidente della Ue.” “” “