GIORNATA DEL MALATO: MONS. PINTOR, “INTIMORITI DALLA BUROCRAZIA”

“I malati hanno da dire una parola fortissima al tempo di oggi. Dicono la potenza dell’amore di Dio”. Lo ha detto mons. Sergio Pintor, direttore dell’ufficio nazionale per la pastorale sanitaria della Cei, commentando al Sir il significato della Giornata mondiale del malato e degli operatori sanitari che si celebrerà venerdì 11 febbraio. “I malati – ha proseguito mons. Pintor – dicono che la vita è un dono ed un valore e che ogni uomo è ad immagine di Dio. Il malato e noi lo abbiamo verificato, è oggi un testimone di coraggio, di serenità e di speranza”. ” “In questa ricorrenza, ha aggiunto mons. Pintor, anche la comunità sociale e civile viene interpellata. “La prima sollecitazione che emerge alla luce di questa Giornata giubilare – spiega il direttore dell’Ufficio Cei – è mettere al centro, non solo a parole ma soprattutto con i fatti, la persona, soprattutto se questa è in condizione di malattia e di disabilità. Mettere al centro la persona significa anche partire dai più fragili e dai più poveri perché se una comunità civile sa partire dalla cura della salute di queste persone, certamente non abbandonerà nessuno”. Puntare al “bene comune” e superare “i rischi di altre finalità più o meno nascoste”. A questo è chiamata la comunità civile per “un’autentica riforma sanitaria”. “Le persone – ha detto mons. Pintor – si sentono sole e disorientate. Devono fare i conti con molta burocrazia. Si sentono impari davanti alle paure e alle preoccupazioni per la salute. Se un messaggio deve venir fuori da questa giornata è certamente quello di metterci in ascolto delle preoccupazioni delle famiglie e delle persone in situazioni di malattia o di disabilità”. ” “” “