MOZAMBICO: GLI AIUTI DELLA CARITAS E DEI MISSIONARI ITALIANI

“Sono stati gli operatori Caritas e i religiosi, tra cui molti italiani, a prendersi cura dei tanti profughi prima che questi ricevessero aiuti dall’esterno. Perciò, in molti casi sono stati i primi a prestare soccorso”. A sottolinearlo è don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana, a proposito degli aiuti umanitari al Mozambico inviati dall’Italia. Don Damoli ricorda che “nessuno può negare che la Chiesa nelle emergenze è sempre in prima fila, quasi ovunque. Questo è dovuto ad una ragione molto semplice: missionari, sacerdoti e laici impegnati negli organismi ecclesiali vivono con la gente sul territorio 365 giorni l’anno e ne condividono le vicissitudini”. Oltre alla presenza sul posto, la Chiesa si è mobilitata anche in Italia. La Conferenza episcopale italiana ha destinato 3 miliardi di lire ai vescovi del Mozambico per i bisogni più urgenti e la Caritas italiana ha disposto aiuti d’urgenza per 200 milioni di lire, collegandosi con la rete internazionale della Caritas (che complessivamente ha stanziato finora oltre un miliardo di lire). Intanto in Mozambico la situazione continua ad essere difficile. I religiosi e le religiose presenti nel Paese hanno formato quattro commissioni con compiti diversi: informazione, coordinamento, logistica e volontariato. Sono state organizzate équipe di infermieri ed assistenti che raggiungeranno in elicottero i vari centri di accoglienza per potere curare i malati e aiutare gli alluvionati. Al momento la Caritas sta anche provvedendo agli aiuti d’urgenza, trasportando con aerei alimenti di prima necessità, sale, indumenti, utensili da cucina. Collabora con i grandi organismi internazionali e cerca di collegare le attività di missionari e volontari impegnati nei soccorsi in quattro zone: Macia, Machanga, Nova Mombane, Chiluane. Nella zona di Macia ci sono due centri con 50.000 sfollati, a Machanga circa 40.000 profughi, a Nova Mombane i missionari della Consolata (preti e suore) si sono presi cura di circa 6.000/8.000 persone. C’è bisogno di acqua potabile, alimenti di prima necessità, farmaci, prodotti chimici per preparare acqua potabile. In Mozambico vi sono 285 parrocchie e 3.547 attività gestite da missionari (tra cui 334 istituti di beneficenza e 176 istituti d’istruzione). ” “” “” “” “” “