FIAT-GM: LA VOCE DEL POPOLO, “QUALI DESTINI SI APRONO PER TORINO?”

“La Fiat entra nel ‘pianeta globale’ con un accordo il cui peso è ancora tutto da valutare, ben al di là dell’entusiasmo con cui la notizia è stata accolta”. Così Marco Bonatti, direttore del settimanale diocesano di Torino “La voce del popolo” commenta in una nota che sarà pubblicata domani sul Sir, l’accordo che è stato siglato ieri tra la Fiat e la General Motors. “Quello del 13 marzo – scrive Bonatti – è il vero salto nella globalizzazione, cioè nella stagione attuale, contemporanea del mondo; e questo salto al territorio e alla società torinese nel suo insieme lo fa compiere la Fiat; la città, seguirà”. “Ma ora – prosegue il direttore – è il resto di Torino che deve fare i conti: e il rischio di scoprirsi impreparati, fragili o “invisibili” di fronte alla globalizzazione è reale”. Bonatti rileva per prima “una invisibilità del sindacato: le organizzazioni dei lavoratori in Italia – osserva il direttore – conoscono una crisi di trasformazione che è generale, ma che pesa particolarmente su una realtà come quella subalpina”. C’è inoltre “una fragilità complessiva del tessuto produttivo dell’area torinese” ed “un’impreparazione generale della società civile”. “Mentre la Fiat ha rimodellato, magari in termini di ‘fuga’, la sua identità – si chiede Bonatti -, la città ha fatto altrettanto?”. “La città (e il Piemonte intero) – afferma il direttore – ha bisogno di ritrovare una motivazione forte per disciplinarsi e decidere di ricominciare a crescere”. E’ questa, conclude Bonatti, una sfida che “riguarda solo in parte le dimensioni economiche e produttive, le strategie d’impresa: ma tocca, più in generale, la capacità di una città di costruirsi una propria identità che non sia circoscritta all’effimero o ai narcisismi turistici”.