La Chiesa cattolica di rito caldeo “è una Chiesa martire con milioni di fedeli che, nella storia, hanno offerto la loro testimonianza a Cristo con la vita. Una Chiesa che continua anche oggi ad essere martirizzata in varie maniere”. A parlare così è Raphael I Bidawid, Patriarca di Babilonia dei Caldei, in questi giorni a Roma per celebrare il Giubileo della Chiesa cattolica di rito caldeo, in programma sabato prossimo. In un’intervista che sarà pubblicata domani sul Sir, il Patriarca Bidawid parla dell’embargo “disumano che si protrae da dieci anni e che ha ridotto gran parte della popolazione alla miseria”. “Se persisterà l’embargo – afferma – non so come potremo sopravvivere. Ci sono malattie, privazioni di ogni genere, milioni di nostri bambini morti: un vero genocidio a causa di questo embargo. Per il futuro non è possibile fare nessun pronostico. Ma ero più ottimista due anni fa”. Il problema che sta oggi a cuore al Patriarca è dovuto alla situazione economica del Paese, “perché – spiega – non c’è persecuzione religiosa contro i cristiani, né politica. Però la gente vive con difficoltà. Non c’è lavoro, la moneta è svalutata. Un operaio lavora tutto il mese per guadagnare 2 dollari. Questo conduce sulla via dell’esodo”. Ecco perché i cattolici di rito caldeo si augurano che questo Giubileo “abbrevi questa prova molto dura per il nostro popolo e ci dia una pace durevole”. Nonostante le difficoltà, la Chiesa caldea assiste ad una “fioritura” di vocazioni. “I nostri conventi – racconta Bidawid – sono pieni, spesso non possiamo accogliere tutti. Nel seminario di Baghdad, abbiamo 55 seminaristi ma potremmo averne il doppio”.