PARITÀ SCOLASTICA: COMUNICATO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA SCUOLA CATTOLICA

Pubblichiamo il testo integrale del comunicato del Consiglio nazionale della scuola cattolica a firma del suo presidente, mons. Cesare Nosiglia, sull’approvazione della legge sulla parità scolastica. “A sette mesi dall’approvazione del Senato (22 luglio 1999) è giunta anche quella della Camera dei Deputati, che rende legge dello Stato il testo predisposto dalla maggioranza governativa il 21 luglio scorso come “maxiemendamento” sul disegno di legge presentato a firma del Sen. Tarolli (Ccd) ed altri con l’appoggio delle forze politiche del Polo.” “Nel testo della nuova legge sono da considerare apprezzabili alcuni aspetti fondamentali di carattere giuridico quali: l’affermazione relativa al sistema nazionale dell’istruzione; l’espresso riconoscimento del servizio pubblico delle scuole paritarie; la piena libertà culturale e pedagogica con il diritto di dichiarare nel progetto educativo la propria ispirazione ideologica o religiosa; la libertà riconosciuta al gestore di scegliere il personale dirigente e docente, purché fornito, come attualmente, di abilitazione; la possibile equiparazione per le scuole senza fini di lucro, alle organizzazioni Onlus.” “Il testo della legge che ha per titolo “Norme sulla parità scolastica e disposizioni per il diritto allo studio e all’istruzione” mostra, tuttavia, i suoi limiti di incompiutezza e ambiguità.” “Da una parte, infatti, dalle “Norme sulla parità”, che regolano gli aspetti giuridici delle scuole che la chiedono, non si traggono fino in fondo le logiche e naturali conseguenze sotto tutti gli altri aspetti, compresi quelli finanziari, che si potrebbero sintetizzare con la formula: “pubblico servizio – pubblico finanziamento”; dall’altra, sul tema della parità si inseriscono, in modo inaspettato e ambiguo, disposizioni finanziarie che riguardano il diritto allo studio con l’assegnazione di borse di studio del tutto inadeguate a coprire le spese di istruzione derivanti dalla scelta di una scuola paritaria da parte delle famiglie, alle quali la Costituzione riconosce il diritto prioritario di provvedere all’istruzione ed educazione dei figli in piena libertà e senza discriminazioni di sorta soprattutto nella fascia dell’obbligo scolastico, che la nostra Costituzione e il diritto internazionale sanciscono pienamente gratuito (art. 34).” “Per questo motivo mantengono tutta la loro validità le parole con le quali Giovanni Paolo II sintetizzava la situazione a conclusione della grande Assemblea Nazionale sulla Scuola Cattolica nell’ottobre scorso: “Il principale nodo da sciogliere è indubbiamente quello del pieno riconoscimento della parità giuridica ed economica tra le scuole statali e non statali, superando antiche resistenze estranee ai valori di fondo della tradizione culturale europea. I passi recentemente compiuti in questa direzione, pur apprezzabili per alcuni aspetti, restano purtroppo insufficienti”.” “Da queste affermazioni autorevoli e dalle altre posizioni emerse dall’Assemblea, ci si poteva attendere un miglioramento della legge tale da configurare una effettiva parità giuridica ed economica.” “Poiché anche nella maggioranza che ha contribuito all’approvazione della legge non mancano voci che rilevano questi stessi limiti, parlando di tappa verso la parità, più che di traguardo, si rivolge un forte appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento per la ripresa del cammino verso ulteriori sviluppi. Si tratta, infatti, di un traguardo di civiltà capace di contribuire ad una maggiore vitalità dell’intero impianto del sistema nazionale di istruzione, che dal pluralismo culturale delle istituzioni scolastiche statali e paritarie nel contesto dell’autonomia riceverà nuovo e decisivo slancio per l’attuazione delle riforme.” “Nello stesso tempo invito tutte le scuole cattoliche italiane a proseguire con costante impegno nel proprio servizio educativo, nonostante le presenti difficoltà, per superare le quali il Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica e le Associazioni che ne fanno parte continueranno ad adoperarsi con ogni mezzo disponibile anche ai fini dei concreti e immediati provvedimenti amministrativi, previsti o desumibili dalla presente legge”.” “” “