BAMBINI SOLDATO: IN 300 MILA PER DIRE NO ALLO SFRUTTAMENTO DEI MINORI

La coalizione italiana “Stop all’uso dei bambini soldato” che riunisce 9 Ong (tra cui Amnesty international, Telefono Azzurro, Unicef e Bice-Italia), consegnerà questo pomeriggio al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, le 300 mila firme raccolte per far cessare l’arruolamento e la partecipazione ai conflitti armati dei minori di 18 anni in tutto il mondo. “Noi chiediamo al presidente della Repubblica – spiega Isabella Poli, responsabile del Bice (Bureau international catholique pour l’enfance) per l’Italia – che lo Stato italiano si faccia portavoce affinché in sede Onu si adotti il più velocemente possibile il protocollo opzionale alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. Il protocollo opzionale è stato definito a Ginevra il 21 gennaio scorso e prevede l’innalzamento da 15 a 18 anni per l’impiego di ragazzi in conflitti armati e per l’arruolamento”. ” “La coalizione italiana contro il fenomeno dei “bambini soldato” chiede anche che “venga abolito l’art. 3 della legge 191 del 1975 che prevede l’arruolamento volontario o in circostanze straordinarie a 17 anni”, fissando nei 18 anni la soglia minima per ogni tipo di arruolamento e partecipazione ai conflitti. “L’uso dei bambini soldato – conclude Poli – è uno sfruttamento del minore, alla pari della schiavitù e della prostituzione”. Nel mondo sono più di 300 mila i minori di 18 anni attualmente impegnati in conflitti armati. La maggioranza ha da 15 a 18 anni ma ci sono reclute anche di 10 anni. Nell’ultimo decennio, è stata documentata in 25 Paesi del mondo la partecipazione a conflitti armati di bambini dai 10 ai 16 anni. Anche le ragazze (sebbene in misura minore) sono reclutate e frequentemente soggette allo stupro e a violenze sessuali.” “