“Un radicale mutamento culturale che vede la vita di coppia come soluzione ai problemi personali e non come il mantenimento dell’impegno assunto nei confronti della persona amata e dei figli”. Va in questa direzione, secondo l’Azione cattolica italiana, “la risoluzione con la quale il Parlamento europeo ha invitato gli Stati dell’Unione” a riconoscere “alle coppie di fatto, anche omosessuali, gli stessi diritti delle famiglie fondate sul matrimonio”. ” “Nonostante i “continui carichi di supplenza che gli Stati sempre più chiedono” alla famiglia, rileva una nota dell’Ac, diffusa oggi,”si è persa l’idea che matrimonio e famiglia siano una risorsa fondamentale per il vivere civile”. “La risoluzione contrasta con l’art.29 della Costituzione – sottolinea inoltre la nota – secondo cui la società, pur rispettando doverosamente le scelte dei singoli, non può rinunciare ai valori della famiglia naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna” che è l’unica a “consentire stabilità affettiva, reciproco servizio, definitiva scelta di fedeltà, apertura piena alla vita”. “Formazione delle coscienze dei laici che hanno nella famiglia uno degli ambiti prioritari in cui esplicare la propria vocazione”: questo il rinnovato impegno dell’associazione “perché ogni famiglia al suo interno e nella società italiana si senta promossa nella sua soggettività e difesa nei suoi diritti” per continuare ad essere “quel luogo fondamentale di umanizzazione grazie al quale si può crescere serenamente appieno inseriti nell’ambiente in cui si vive”. ” “