“I cristiani di oggi devono guardare alla modernità con gli atteggiamenti di Davide di fronte a Golia”. E’ il cardinale Carlo Maria Martini che propone l’immagine biblica al terzo forum del progetto culturale in corso a Pieve di Cento (Bo), suggerendo così le condizioni per cui la “libertà del nostro tempo, una libertà in crescita esponenziale e selvaggia, può diventare terreno propizio per la riscoperta e la riproposizione della fede cristiana”.” “Il cardinale Martini è intervenuto al forum insieme ai cardinali Ruini e Biffi, per riflettere sul rapporto tra la crescita della libertà, nel nostro contesto culturale, e la fede. Una “meditazione a voce alta, ispirata dalla parola biblica che affida al cristiano una prospettiva di libertà che sembra invece scontrarsi con il modo contemporaneo di viverla”. “Oggi, infatti – ha spiegato l’arcivescovo di Milano – se da una parte l’uomo sembra più libero che mai, quasi onnipotente di fronte ai limiti di sempre, dall’altra incorre anche in gravi rischi di manipolazione, di soffocamento della sua stessa libertà. Ma di fronte ad un orientamento culturale che sembra voler abbattere tutti i valori e i riferimenti, occorre non demoralizzarsi e cercare di scorgere le nuove possibilità di annuncio del Vangelo, nella fiducia che il Signore guida il nostro tempo”. L’anelito di libertà – ha insistito il cardinal Martini – è “dono del Signore al cuore di ciascuno e spinge anche a centrare sempre più lo stesso cristianesimo sulla scelta libera di fede di ogni persona. Come Davide, poi, il cristiano di oggi sente il bisogno di muoversi con fiducia, senza gli impicci che invece appesantiscono Golia, coltivando l’interiorità la preghiera e, soprattutto, familiarità con la Scrittura”. ” “