Non si può “stare fuori” dalla modernità, bisogna essere “assolutamente moderni” e il compito degli “uomini della fede e della libertà è quello di trovare il modo di incanalare il nostro tempo verso esiti non distruttivi”. Lo ha detto Ernesto Galli Della Loggia durante il suo intervento al terzo Forum del Progetto culturale della Chiesa cattolica in corso in questi giorni a Pieve di Cento (Bologna). La nostra società e la nostra epoca, secondo Dario Antiseri, sono segnate dal “crollo degli assoluti terrestri, con la cui affermazione si era invece aperto il secolo, e soprattutto dallo strapotere della tecnologia (e delle biotecnologie), dall’eclissi dell’etica e dal fenomeno della globalizzazione, che in realtà finisce per essere un’illusione”. Per Remo Bodei il mondo “massificato da Internet è un’impressione, e a fianco della globalizzazione cresce la frammentazione, così come il dolore degli esclusi”. Al cuore del nostro tempo, ha rilevato Bodei, “sta comunque il problema della libertà, da affrontare tenendo conto del mutamento antropologico fortissimo, che ha portato l’uomo a dare via libera al desiderio, oltre e senza limiti”.