Quale rapporto tra i cittadini e il fisco? Secondo una ricerca presentata oggi a Roma dall’Iref, l’istituto di ricerca delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori), il 31,2% dei contribuenti – definiti i “disillusi” – lamenta “l’eccessiva pressione fiscale sulle famiglie e l’ingiusta distribuzione del carico fiscale tra la popolazione”, che è “conseguenza degli sprechi e della inefficienza dello Stato”. Il 27,7% degli intervistati (un campione di 1.000 persone), identificati come gli “ortodossi”, sostiene invece che “la crisi del sistema fiscale è dovuta al problema dell’evasione” e chiede “l’inasprimento della lotta agli evasori”. Per il 18,3% dei contribuenti (i “realisti”), il problema più pressante del sistema fiscale è “l’inefficacia e la lentezza degli uffici”, per questo invoca una urgente riorganizzazione dell’amministrazione. Il 17,8% degli intervistati (i “liberisti”), in maggioranza imprenditori, denuncia “la difficoltà e numerosità degli adempimenti fiscali e l’eccessiva tassazione delle imprese”.” “L’indagine ha preso in esame, in particolare, i rapporti tra fisco, famiglia, lavoro e terzo settore. Il 51,8% ritiene che una politica sociale a favore della famiglia dovrebbe aumentare le agevolazioni fiscali, ma anche migliorare i servizi pubblici (32,3%) e dare una maggiore flessibilità agli orari di lavoro (27,9%). Il 58,1% pensa che, in materia di fisco, le famiglie numerose siano poco agevolate. Riguardo al rapporto tra fisco e lavoro il 55,3% vorrebbe che le politiche fiscali servissero ad incentivare l’assunzione dei giovani. La riduzione del carico fiscale, in ogni caso, è indicata dal 46,2% come “strategia generale” per aumentare l’occupazione in Italia. Per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno il 67,4% degli intervistati chiede poi una efficace lotta alla criminalità. L’analisi dei rapporti con il terzo settore ha evidenziato invece la scarsa diffusione e conoscenza della possibilità di detraibilità fiscale delle donazioni (solo il 3% ne ha usufruito). In questi casi i beneficiari sono stati in maggioranza gli istituti religiosi (56,7%), le associazioni di volontariato (20%), gli enti morali (16,7%), le fondazioni (10%). ” “