NOTA SETTIMANALE SIR. Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana dedicata al terzo forum del progetto culturale tenutosi a Bologna il 23 ed il 24 marzo, sul tema: “Mutamenti culturali, fede cristiana e crescita della libertà”

La cornice è chiara: complessa, articolata, difficile, ma ormai sufficientemente definita. Il terzo forum del Progetto culturale, su un tema incalzante, “mutamenti culturali, fede cristiana e crescita della libertà”, ha concluso sulla necessità di entrare in questo movimento complesso, cogliere le opportunità che pure i cambiamenti in atto offrono, rilanciando le linee di una analisi rigorosa e un “appello a essere creativi in virtù della fede”.” “Se certamente due motori essenziali del cambiamento sono da diversi decenni scienza e tecnologia, ormai applicate alla vita, è proprio il tema della libertà, ancora una volta, che può qualificare l’apporto creativo della Chiesa e dei cattolici. ” “Proprio di fronte ad un incrocio pericoloso. Da un lato è in crisi la politica, perché la sua agenda è sempre più dettata dalle innovazioni tecnico-scientifiche e dal mercato, nei confronti delle quali la democrazia è diminuita. Dall’altro proprio da un punto di vista “laico” si invoca il senso del limite, la necessità di rinegoziare il limite, pena una deriva di insensatezza, una ipertrofia del desiderio che diventa consumismo sfrenato ed incapacità di articolare una prospettiva di futuro.” “Questo “incrocio pericoloso” segna anche certamente la crisi di molte forme del cattolicesimo, sviluppatesi in particolare nel corso degli ultimi due secoli, come qualcuno ha messo in evidenza durante il forum. Eppure è proprio sul limite e sull’oltrepassamento del limite, evidentissimo nell’esempio del Giubileo, che si gioca questa “creatività della fede”, una fede pensata e vissuta e perciò testimoniata.” “Siamo così all’elaborazione degli orientamenti pastorali per il duemila. Il tema rinvia alla missione, alla comunicazione autentica che diventa vita. Questo comporta realizzare e percorrere, nel rigore dell’elaborazione e nella concretezza dell’impegno, una “via media” tra la seduzione dell’arroccamento e il rischio della pratica omologazione. ” “Il progetto culturale, come ha aiutato nella prima definizione del tema, così può aiutare nell’impegno di elaborazione e poi di attuazione degli orientamenti pastorali. Configurandosi come una “utilità di sistema” per la Chiesa e per i cattolici nei viluppi di un processo di cambiamento strutturale. Che non deve essere enfatizzato come un dato sociologico, ma compreso come lo sfondo per valorizzare il gusto, la fatica, del pensare, e per questa strada la realtà dell’operosità, dell’intrapresa, dell’investimento. ” “” “” “