PAPA IN TERRA SANTA: PADRE MANNS, “ORA COSTRUIAMO LA PACE”

Il papa nella grotta della Natività, la sua commozione a Yad va Shem, l’incontro con i rabbini e la visita al Santo Sepolcro. Sono le immagini, “i simboli”, che secondo padre Frédéric Manns, della Custodia di Terra Santa, parleranno per i cristiani dopo la visita di Giovanni Paolo II in Terra Santa. “Il mistero dell’Incarnazione è il fondamento della fede cristiana – spiega al Sir padre Manns -. Il cristianesimo non ha paura di proclamare che tale affermazione è un riconoscimento della dignità umana. I cristiani, per ritrovare la propria identità non possono fare a meno di questo mistero fondamentale”. Resta aperto il problema teologico dei rapporti tra Israele e la Chiesa: “i cristiani – continua padre Manns – devono riconoscere a Israele la ‘primogenitura’. Sarà però difficile per la Chiesa locale araba aprirsi a questo dialogo. “Sembra che l’Islam abbia paura dell’avvicinamento dei cristiani con il giudaismo, infatti, come dimostra la reazione dello sheik Tamimi sul problema di Gerusalemme”. “Il dialogo inter-religioso – chiarisce il padre – ha una dimensione politica: il nucleo di tale dialogo è la soluzione politica di Gerusalemme”. Tuttavia, conclude padre Manns, “la visita del Papa aiuterà i cristiani a riscoprire la potenza della fede in Gesù e ad ascoltare la voce ebraica che invita a seguire il Rabbi di Nazaret, Messia di Dio e d’Israele. Se è vero che l’amore è più forte dell’odio, le tre religioni monoteistiche, rispettando le persone perché immagini di Dio, potranno lavorare insieme a costruire la pace”.” “” “