ELEZIONI REGIONALI: CIVILTÀ CATTOLICA, LA POLITICA NON È AMATA DAI GIOVANI”

In Italia, “aumenta il numero di coloro che votano ‘contro’ un candidato o una coalizione”. Ad affermarlo è padre Michele Simone, sull’ultimo numero di “Civiltà cattolica” (1° aprile 2000), facendo il punto sulla situazione politica alla vigilia delle elezioni regionali, in programma il 16 aprile. Secondo il gesuita, “c’è chi vota sinistra soltanto per sottrarre voti a Berlusconi e, d’altra parte, c’è chi vota Fini soltanto per far perdere i ‘comunisti'”. Per questo, prevede l’autore dell’articolo, alle prossime elezioni ci sarà probabilmente un aumento dell’astensionismo, ma non “massiccio”. Per la prossima tornata elettorale, in particolare, risultano “significative per il consenso”, visto che si tratta di un’elezione diretta, “l’immagine, la personalità e la notorietà del candidato presidente, specialmente nel caso si tratti di un presidente uscente”. Oggi, tuttavia, “è innegabile il disinteresse diffuso e la distanza tra le diatribe incomprensibili dei partiti in genere e i cittadini. Col passare del tempo anzi esse aumentano; sembra anzi che i partiti di fatto non se ne preoccupino, perché in tal modo – nonostante l’evidente deficit di democrazia che ciò comporta – essi più facilmente possono trovare accordi al vertice”. Per padre Simone, “una cartina in tornasole in tal senso è l’atteggiamento dei giovani, che mettono a un livello sempre più basso la politica tra gli argomenti che li interessano”. Civiltà cattolica conclude con un auspicio: “che ciascun elettore, nonostante la propaganda spesso deformante, si informi sui programmi dei candidati presidenti delle Regioni e decida, secondo coscienza, quale impostazione secondo lui risponde meglio al bene degli italiani”.