“Continueremo come sempre ad aiutare a scopo umanitario i fratelli del Nord, prostrati fino all’inverosimile dalle sofferenze imposte loro dalla carestia e dalle malattie, e ci impegniamo a continuare sulla strada della politica di cooperazione e scambio con il Nord a vantaggio di entrambi i Paesi”. Sono queste alcune delle parole che il presidente della Repubblica di Corea, Kim Dae-jung, ha rivolto questa mattina a Giovanni Paolo II.” “Si tratta della “prima visita di un presidente cattolico coreano in Vaticano”. Kim Dae-jung ha subito la persecuzione e l’esilio da parte del regime comunista e dal 1997 guida la stagione della democrazia nella Corea del Sud. Paese che conta circa 4 milioni di cattolici, secondo in Asia dopo le Filippine. “La Chiesa Cattolica – ha detto il presidente coreano al Papa – è sempre stata ‘la luce e il sale’ della nostra società”. Dal canto suo Giovanni Paolo II ha rivolto parole di incoraggiamento e di apprezzamento al presidente Kim Dae-jung sia pele iniziative sul fronte del dialogo, della riconciliazione della promozione sociale nella penisola coreana, sia per aver risposto alle “sfide economiche e sociali” determinate dalla crisi finanziaria asiatica, cercando di assicurare “con ogni sforzo, che gli effetti negativi sui singoli cittadini si riducessero al minimo”.” “