DOCUMENTO VATICANO SU CHIESA E COLPE DEL PASSATO: NOTA SIR. Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana dedicata al documento vaticano su “memoria e riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato” presentato questa mattina a Roma.

Memoria e riconciliazione: il documento teologico e la cerimonia solenne prevista per la prima domenica di Quaresima sono una tappa significativa del giubileo. Tanto più perché risulta un momento del grande pellegrinaggio che Giovanni Paolo sta compiendo, proprio in queste settimane, da Ur a Gerusalemme. Un grande pellegrinaggio nel tempo e nello spazio, come sono ricapitolati in Cristo e così riconsegnati alla nostra libertà.” “Ecco perché questa iniziativa è una sfida, alle nostre precomprensioni, agli schemi storici, politici e sociologici, a proposito di nozioni come giudizio, condanna, colpa, responsabilità, tutte attentamente sistemate e contestualizzate nei sei capitoli del documento della commissione teologica internazionale. E’ anche una sfida alla comunicazione, oltre gli schemi binari che ne fanno la fortuna, ma che rischiano anche di renderla arida e insignificante. Che cosa è precisamente avvenuto, che cosa è stato propriamente detto e fatto? Le buone domande della buona comunicazione sono anche al centro del documento, che mette in guardia contro il pericolo dell’anacronismo, ma soprattutto invita in positivo a porsi su un registro profondo ed autentico di comunicazione, al di là di parametri secolarizzati. Sta qui forse l’intuizione veramente profetica del Papa, che ha voluto fortemente questo atto solenne, nonostante tante diffidenze. La sfida è proprio sulla possibilità di rendere intelligibile un registro della comunicazione propriamente religioso, dove fare risaltare il “giudizio teologico”. Non con ampollosa retorica, ma semplicemente mettendosi in gioco. Ecco allora le parole – chiave del documento: rinnovamento, missione, dialogo. Atto eminentemente religioso, questa richiesta e offerta di perdono non può non caratterizzare anche la presenza pubblica della Chiesa. Per sottolinearne l’identità come “mistero di grazia”, ma anche come invito – esplicito nella parte conclusiva del sesto capitolo del documento – a fare irrompere nella vita pubblica, nella cultura e nella società civile, l'”irrinunciabile esigenza di verità” e la connessa carica di liberazione.” “Mettersi in gioco davvero comporta guardare avanti, piuttosto che indietro. Così il frutto atteso di questa purificazione della memoria, non è una “inibizione dello slancio missionario”. E’ piuttosto quel coraggio, quella fiducia e quella speranza che quotidianamente testimonia questo giovanissimo, vecchio Papa per le strade di un Giubileo ricco di sorprese.” “