COMO: MONS. MAGGIOLINI, “NELLE PREDICHE POCHI RIMPROVERI E MOLTA SPERANZA”

Nelle prediche si possono usare “toni risoluti” ma non si può dimenticare che “i primi ad essere giudicati dalla Parola che rechiamo, siamo noi”. Lo scrive mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, affrontando in una lettera che sarà pubblicata sul prossimo numero del settimanale della diocesi, la tendenza di alcuni sacerdoti a “pigiare il pedale del rimbrotto, dell’invettiva, della requisitoria” nelle prediche della domenica. ” “Mons. Maggiolini invita i preti a tenere conto che i fedeli “si mettono seduti con gli occhi all’ambone nella speranza di ricevere qualche parola di conforto e di incoraggiamento”. “Spesso – prosegue il vescovo – sono stanchi della monotonia del duro mestiere di uomini; spesso sono come agguantati dalla paura di trascinare un’esistenza priva di significato e di valore”. Ecco perché “noi preti – osserva mons. Maggiolini – non dobbiamo puntare il dito dell’accusa, pronunciando il ‘voi’ della condanna; siamo, invece, chiamati a sentirci tutti avvolti dalla tenerezza di Dio”. Il vescovo rileva infine che “è più difficile comunicare fiducia, gioia e voglia di vivere che rimproverare” ed aggiunge: “nel caso in cui noi preti non trovassimo la forze di comunicare la letizia di Dio, dovremmo trovare il coraggio di tacere, di metterci davanti al Signore e di pregare per essere perdonati”. ” “