REMISSIONE DEBITO: IL SÌ DI PRODI E CAMDESSUS

Invitati dalla Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece) a partecipare al congresso su “Le responsabilità dell’Europa per lo sviluppo globale” in corso a Bruxelles, Romano Prodi, presidente della Commissione europea, e Michel Camdessus, già direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), si sono pronunciati decisamente a favore della remissione del debito internazionale dei Paesi più poveri del mondo. “La liberalizzazione dell’accesso al mercato dei Paesi più poveri – ha detto Prodi – e la remissione del debito sono necessari per permettere loro di affrontare la povertà e accrescere il benessere e la giustizia sociale”. “Tutti – ha proseguito Prodi – sono chiamati a condividere la responsabilità delle origini dell’indebitamento dei Paesi più poveri e contribuire a risolverlo”. Anche Camdessus è convinto dell’importanza della remissione del debito: “Non è un gesto di carità – ha detto – ma anzitutto di giustizia e di buona economia. Come cristiani siamo chiamati a portare avanti questa campagna basata sul precetto biblico della remissione dei debiti in occasione del Giubileo”. Positiva, per l’ex direttore del Fmi, l’ipotesi lanciata dal Summit di Colonia di dimezzare il debito internazionale dei 45 Paesi più poveri del mondo. Tuttavia, ha aggiunto, “tale misura può essere considerata solo un primo passo per aiutare I Paesi più poveri. Poi è necessario utilizzare le risorse così liberate per investimnti sociali e produttivi”. Per il presidente del Comece, mons. Joseph Homeyer, vescovo di Hildesheim, “la remissione del debito è un gesto di buona volontà: può essere l’avvio di un nuovo cammino di riscatto e di sviluppo per molti Paesi”. Così “viene spezzata una catena – ha aggiunto mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam e vicepresidente del Comece – ma questa campagna per la remissione del debito non va rivolta solo ai governi: occorre coinvolgere anche i cittadini, la società civile”.