DROGA: C’È ANCORA QUALCUNO CHE NON SI DIMENTICA

“Nuove droghe e vecchi merletti: la determinata rassegnazione” è il titolo di un documento elaborato dai centri della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (Fict) del Lazio, che evidenzia la drammatica crescita della tossicodipendenza nella Regione. “Noi non vogliamo rassegnarci” dice don Egidio Smacchia dell’Associazione “Il Ponte” di Civitavecchia – intervenuto oggi a Roma nel corso di un incontro della Fict – “anche se ormai il problema della droga sembra dimenticato dai partiti politici e dall’opinione pubblica, o trattato soltanto con azioni di riduzione del danno; servirebbero invece interventi di prevenzione, intesa come promozione della salute: l’attenzione va spostata dallo stupefacente alla persona… Non dimentichiamo che al governo delle Regioni l’Intesa Stato-Regioni affida un ruolo primario, nel combattere questo fenomeno”; sui contenuti del testo, inviato tra l’altro-senza ottenere alcuna risposta alle segreterie politiche e ai Comitati dei Presidenti che si presentano alle elezioni regionali del 16 aprile, si pronuncia anche Franco Chirco dell’Associazione “Progetto Uomo” di Formia: “Nel combattere la droga si preferisce adottare strategie che ‘pagano subito’, come la somministrazione di metadone, e non si mira alla riabilitazione totale della persona; si tratta di un disagio sociale, e come tale bisogna affrontarlo. Del resto, l’uso di droghe ha cambiato modalità – si pensi all’impiego di sostanze sintetiche – ma non è diminuito…”.” “Nel Lazio, sottolinea la Fict, aumenta il numero dei tossicodipendenti che si rivolgono alle strutture pubbliche (erano 10.099 nel 1992, nel 1998 erano diventati 11.427) e agli enti ausiliari (2.355 nel 1992, 3.451 nel 1998), e parallelamente si diffondono le droghe sintetiche e “leggere”, specialmente tra gli adolescenti.” ” ” “” “