GIUBILEO DEI LAVORATORI: MONS. CREPALDI, “LA REMISSIONE DEL DEBITO È PROPEDEUTICA ALLO SVILUPPO”

“Non si può avviare lo sviluppo se non si comincia a risolvere il debito”, che resta comunque una “questione emblematica di grandi problemi di sviluppo mancato di molte aree del mondo. Una povertà che investe 1 miliardo e 400mila persone che non hanno né istruzione, né servizi, e un’aspettativa di vita inferiore ai 40 anni”. Mons. Giampaolo Crepaldi, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha richiamato così questa mattina uno dei temi che saranno al centro del Giubileo dei Lavoratori che sarà celebrato a Roma il 30 aprile e il primo maggio. Il concerto previsto nella serata del primo maggio, che si terrà a Tor Vergata, sarà infatti dedicato alla Campagna per la riduzione del debito internazionale dei Paesi poveri, con lo slogan “Come noi li rimettiamo..”. Richiamando l’iniziativa “Hipc” (Heavily Indebt Poor Countries), avviata dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali, mons. Crepaldi ha però messo in evidenza la necessità di non dimenticare “che la soluzione della questione del debito estero, se è propedeutica e ineludibile, non è tutto per la lotta alla povertà che è l’obiettivo ultimo da raggiungere: se non saranno migliorate le condizioni di vita delle popolazioni povere, se non si rafforzeranno le economie nazionali, il fenomeno si riproporrà”. Rispondendo poi ad una domanda dei giornalisti, mons. Crepaldi ha confermato che la Pontificia Commissione Iustitia et Pax, su incarico del Santo Padre, sta elaborando il testo di un documento più noto come “Catechismo sociale”.