NOTA SULLE ELEZIONI REGIONALI – Pubblichiamo il testo integrale della nota del Sir sui risultati delle elezioni regionali

Sono le prime elezioni veramente bipolari nella storia dell’Italia del maggioritario e se le aggiudica l’alleanza di centro destra con chiaro margine. Il dato politico è rilevante, anche se l’affluenza alle urne ha scontato un’altra significativa flessione (72,6% contro l’81,3% del 1995). Spicca il risultato dell’alleanza di centro-destra allargata alla Lega, che governa ormai tutte le regioni al di sopra del Po, con l’unica eccezione del Trentino. E’ assai significativo che, dopo il dato della Basilicata, il risultato della Lombardia sia quello più rotondo in assoluto, superando anche quelli messi a segno dai candidati del centro-sinistra nelle tradizionali regioni “rosse”. ” “E’ infatti da sottolineare come l’alleanza di governo concentri la propria affermazione in sette regioni del Centro Sud e perda il Lazio. Delle regioni più popolose infatti si aggiudica solo la Campania di Bassolino. Nello stesso tempo si sgonfia nei limiti fisiologici l’elettorato radicale, salvo il dato della stessa Bonino in Piemonte.” “Date le dimensioni del successo del centro-destra, imprevedibili sono gli esiti di questo voto sul quadro politico, anche tenuto conto dell’imminenza del referendum elettorale. Comunque il voto conferma che gli italiani prediligono, nella selva di diversi sistemi elettorali e di continui appelli alle urne, un voto nello stesso tempo innovativo e rassicurante, per cui il sangue freddo è d’obbligo per tutti. Il centro destra festeggia una affermazione che lo proietta in questo momento oltre il 50% dei voti validamente espressi: può contabilizzare l’affermazione nel processo costituente delle regioni, dotandosi di un progetto di governo anche nella prospettiva delle prossime elezioni politiche: la storia recente infatti insegna che il problema dei vincitori risiede essenzialmente nella propria coesione interna e nella coerenza programmatica. ” “Per l’alleanza che sostiene Massimo D’Alema si apre un passaggio delicatissimo. Ma i cittadini vogliono soprattutto sentire parlare dei problemi che da diversi anni sono nell’agenda delle priorità: dalla scuola al lavoro, dalla famiglia alla sicurezza. E’ da qui che le nuove maggioranze e le nuove opposizioni sono chiamate a ripartire. Tenendo conto di principi e valori, la sussidiarietà, la solidarietà, la libertà e la giustizia, che, applicati in concrete politiche pubbliche, sono per tutti un sicuro riferimento.” “