“L’Africa soffre ogni giorno per fame, calamità naturali, guerre e noi non possiamo ricordarcene solo quando nei nostri schermi appaiono scheletri o cadaveri”. Così don Antonio Cecconi, vicedirettore della Caritas italiana commenta l’ennesima carestia che ha colpito i Paesi del Corno d’Africa. Sedici milioni di persone rischiano infatti di morire di fame in Etiopia, Eritrea, Somalia, Sudan e Kenya. “Non si può continuare a banchettare così che dal tavolo del ricco continuino a cadere briciole e avanzi per sfamare il povero, bisogna cambiare la distribuzione dei posti attorno al tavolo affinché anche Lazzaro diventi commensale”.” “Proprio in questi giorni il direttore della Caritas, don Elvio Damoli, si trova in Mozambico, nelle zone alluvionate, per fare il punto sugli interventi di riabilitazione; nei prossimi giorni si recherà in Zimbabwe, dove pochi latifondisti bianchi possiedono il 75% delle terre coltivabili e in questi giorni stanno pericolosamente crescendo tensioni e scontri sociali. In Etiopia la mortalità infantile è oltre il 10%, il debito estero pro capite pari a 173 dollari e dipendenza alimentare che supera il 20%. Negli ultimi 20 anni più di un milione di morti per carenze alimentari e un altro milione di rifugiati a causa della guerra. La Caritas italiana, nell’ambito di un progetto nell’area del Sahel, sta portando avanti anche in Etiopia interventi nel settore socio-sanitario. “Dispiace dover registrare l’indifferenza dei Governi più potenti – osserva la Caritas italiana -, questa volta insensibili a forme di ‘ingerenza umanitaria’”. La rete Caritas sta provvedendo ad un primo intervento d’urgenza che prevede l’invio e la distribuzione di cibo per un importo pari a oltre 2 miliardi di lire. Per un contributo: conto corrente postale 347013 o conto corrente bancario n.100807/07 presso Banco Ambrosiano Veneto, p.le Gregorio VII Roma, ABI 03001 CAB 03201, entrambi intestati a Caritas italiana, viale F.Baldelli 41, 00146 Roma, specificando nella causale “Etiopia”.” “” “