HANDICAP E SCUOLA: LE FAMIGLIE, UNA RISORSA DA SCOPRIRE

“Migliorare la qualità della vita di un handicappato significa migliorare la qualità della vita di tutti”. E’ questo tipo di consapevolezza, secondo Marco Erpa, vicepresidente dell’Associazione Bambini Cerebrolesi (Abc), che manca ancora nel mondo della scuola. I giornali di oggi, infatti, danno ampio risalto alla notizia della bambina handicappata che frequenta una scuola elementare di Monreale (Palermo), e alla quale gli insegnanti avrebbero “consigliato” di non partecipare ad una gita scolastica, visti i “pericoli” che quest’ultima comportava per una bambina nelle sue condizioni. “Al di là delle colpe o delle responsabilità oggettive dei protagonisti di questa vicenda – commenta Erpa – nella scuola manca, generalmente, la coscienza che i genitori sono una risorsa per affrontare e gestire problemi come l’handicap. Chi di loro è attivo nella scuola, viene considerato un ‘rompiscatole’, visto che la gran parte dei genitori è abituata a ‘delegare'”. Bisogna, allora, invertire la tendenza: “L’handicap – spiega il vicepresidente dell’Abc – è un fatto sociale. Noi genitori di bambini cerebrolesi, ad esempio, vogliamo tenere i nostri figli in famiglia, e la scuola può essere una grande risorsa per evitare che finiscano negli istituti”. Di qui la necessità di “sensibilizzare le famiglie che hanno a che fare con l’handicap”, come fa l’Abc, che raggruppa circa un migliaio di famiglie provenienti da tutte le regioni d’Italia. “La nostra – prosegue Erba – è una vita difficile, ma anche ricca di tante gratificazioni, che vengono dalla capacità di accoglienza. L’aver incontrato, poi, altre famiglie con figli ‘speciali’, ci rende consapevoli di avere tante risorse da mettere a disposizione”. Nella scuola, conclude il vicepresidente dell’Abc, ci sono “casi isolati” di persone “che mostrano di avere una sensibilità nei confronti dell’handicap: occorre che il loro avoro emerga nel mondo della scuola. Gli insegnanti di sostegno, ad esempio, dovrebbero essere considerati come la ‘crema’ del corpo docente, e non – come purtroppo accade – degli insegnanti ‘di serie B'”.