“Questo momento storico di domanda di perdono da parte della Chiesa non dovrà indebolire l’annuncio del Vangelo e la spinta missionaria”: lo ha detto don Ruggero Ruvoletto, direttore del Centro missionario diocesano di Padova nel forum “I missionari chiedono perdono” promosso dal settimanale “La Difesa del Popolo”. Il superiore dei missionari Comboniani per la formazione p. Gaetano Montresor si è chiesto: “Saprà il sud perdonare il nord? Sicuramente sì, a condizione però che il perdono sia vero, che non sia fatto solo di parole ma di atteggiamenti e gesti concreti”. “L’esperienza del Mozambico – ha detto il medico missionario Massimo La Raja, che vi opera da dieci anni – dice come il perdono possa generare un processo di pacificazione. In questo caso si è basato sulla rinuncia alle vendette. E’ l’unico esempio di una guerra civile pacificata sotto l’egida della Chiesa, con la partecipazione del governo. La Chiesa è stata maestra di perdono”. Il Comboniano p. Walter Borghesi ha ricordato che “cominciano ad esserci missionari brasiliani che vanno in Africa o in altre parti dell’America Latina. Questa è senz’altro una nuova prospettiva per la missione”. Suor Margherita Iammarino, che è missionaria tra i rom, sinti e gli immigrati, ha ricordato che “dobbiamo chiedere perdono, come Chiesa, per averli assimilati piuttosto che aver guardato alla diversità e alle possibilità di convivenza. Da ogni popolo c’è un nuovo annuncio”. P. Dario Dozio, della Società Missioni Africane, ha ricordato i tanti missionari martirizzati in terra di missione. “E’ giusto – ha detto – che i missionari non solo chiedano ma diano il perdono a chi li ha offesi e ha fatto loro del male a causa del Vangelo”.” “” “