“Grazie, Signore, con questa prova mi apri gli occhi sulla vera vita. Gesù è morto, Gesù è risorto e ci vuol bene. Fortunato te, padre Alberto, che spendi la vita per ripetere a tutti le cose belle dette dal Signore”. Sono parole di Daniel, immigrato rumeno di fede ortodossa, ricoverato all’ospedale Vanini, via Acqua Bullicante, a Roma, con un tumore in metastasi irreversibile di cui ha lucida coscienza. A riferire della testimonianza del giovane rumeno, solo 28 anni, è padre Bruno Mioli, della Fondazione della Cei, Migrantes.” “”Quanti avvicinano Daniel – afferma padre Mioli – rimangono sorpresi, quasi storditi della fede tanto semplice quanto sublime di questo giovane, giunto ormai ai suoi ultimi giorni”. Il primo a restarne colpito è il cappellano dell’ospedale Vanini, padre Alberto, che si è prodigato per far avere a Daniel un prete rumeno ortodosso. Padre Alberto “non parla di sorpresa ma di edificazione, quella che ha colpito Gesù davanti al centurione romano: “Non ho trovato in Israele una fede tanto grande”. Il prete in camice bianco lo va a trovare più volte al giorno; viene accolto con un sorriso, una preghiera più gustata che recitata, particolarmente il Padre Nostro”. Daniel è assistito tutto il giorno dalla moglie che ha lasciato il bambino in Romania presso il nonno; di notte si danno il turno quattro amici immigrati. “Daniel – affermano a Migrantes – sta diventando “un caso” che fa parlare e fa riflettere degenti e infermieri in tutto l’ospedale”. Intanto si sta cercando di far arrivare in Italia il nonno e il bambino di Daniel, mentre c’é già chi si è offerto per coprire tutte le spese.” “” “