TERZO SETTORE: CIVITAS, “LA SOCIETÀ CIVILE UNICA SPERANZA CONTRO LE INGIUSTIZIE” (2)

Dello stesso parere Sabina Siniscalchi, segretario nazionale di Mani Tese, che si è chiesta oggi “come mai, per la maggior parte degli abitanti del pianeta, è come se la Dichiarazione universale dei diritti umani non fosse mai stata scritta?”. Secondo Siniscalchi questo è accaduto perché i governi hanno operato una distinzione “tra diritti civili e politici e diritti economici, sociali e culturali, applicando così una politica dei due pesi e due misure” che ha condotto ad un sistema globale “finalizzato a garantire solo gli interessi dei gruppi economici”. “Dopo la caduta del muro di Berlino quasi tutti i Paesi del mondo hanno raggiunto una democrazia formale – ha osservato Siniscalchi -, ma, di fatto, per gli abitanti di questi Paesi persiste una violazione dei diritti di base: cibo, istruzione, salute e lavoro”. Riguardo agli interventi possibili Siniscalchi suggerisce, tra l’altro, di “chiedere che la cooperazione internazionale favorisca quei Paesi in cui si fanno piani sociali di lotta alla povertà” e di “superare tutte le divisioni che hanno caratterizzato il mondo delle organizzazioni non governative e del terzo settore in genere”.