IL PAPA: LA VITA DEL BAMBINO DEVE ESSERE PROTETTA, COMUNQUE SIA STATA CONCEPITA

“Le terapie fetali che stanno emergendo nei campi medico, chirurgico e genetico offrono nuova speranza per salvare la vita di coloro che soffrono di patologie che sono altrimenti incurabili o difficilmente trattabili dopo la nascita. Esse confermano l’insegnamento che la Chiesa ha sostenuto sulle basi della filosofia e della teologia. La fede infatti non diminuisce il valore e la validità della ragione; al contrario la fede sostiene e illumina la ragione, specialmente quando debolezza umana o negative influenze psico-sociali diminuiscono la sua perspicacia”. Lo ha sottolineato Giovanni Paolo II ricevendo questa mattina in udienza i partecipanti al Congresso internazionale dal titolo “Fetus as a Patient”, promosso dall’Istituto di Clinica Ginecologica e Ostetrica dell’Università “La Sapienza” di Roma. Il Papa ha quindi richiamato i medici e gli scienziati a “riflettere seriamente su alcuni progetti e pratiche che stanno emergendo nelle tecnologie della riproduzione artificiale”. Molte di esse, “apparentemente al servizio della vita, in realtà aprono la porta a nuovi attacchi alla vita”. In particolare il Papa ha segnalato “un caso di particolare gravità morale”, come quello della riduzione degli embrioni: se una tale procedura costituisce “un grave illecito” quando il concepimento multiplo avviene nella normale relazione coniugale, esso “è doppiamente reprensibile” quando è il risultato di una procreazione artificiale. E anche se “coloro che ricorrono a metodi artificiali devono essere considerati responsabili di un concepimento illecito”, tuttavia “qualsiasi sia il modo di concepimento – una volta avvenuto – il bambino concepito deve essere assolutamente rispettato. La vita del feto deve essere protetta, difesa e allevata nell’utero della madre in relazione alla sua propria dignità, una dignità che appartiene all’embrione e non è qualcosa conferito o concesso da altri”.” “” “” “