Quella dello statuto giuridico degli insegnanti di religione è una “storia infinita”, caratterizzata dalla “presenza di continui pregiudizi ideologici che speravano superati”. E’ quanto scrive un gruppo di 80 docenti di religione cattolica, riuniti a Vico Equense (Napoli) per un Corso di aggiornamento nazionale sul tema “Insegnamento della religione cattolica e nuove tecnologie di comunicazione”. Al termine del convegno promosso dal settore Irc della Cei, i partecipanti – in una lettera indirizzata ai rappresentanti del Senato e della Commissione competente per la legge attualmente in discussione – hanno precisato che “gli insegnanti di religione non chiedono alcun privilegio rispetto agli altri docenti, ma gli stessi diritti e doveri”. Lo stesso card. Camillo Ruini, presidente della Cei, hanno ricordato i docenti, nella prolusione all’ultimo Consiglio permanente ha affermato che “sarebbe ben strano – e non potrebbe non apparire discriminatorio – che mentre è ormai definita la questione di tutto il personale precario della scuola, rimanesse insoluta quella dei soli insegnanti di religione”. “Gli oltre 20 mila docenti di religione – si legge ancora nel documento – che attendono con pazienza dal 1985 il superamento della legge del 1930, sapranno ancora attendere il passaggio elettorale dei prossimi giorni, ma auspicano che dopo il 16 aprile la definizione di un nuovo statuto giuridico non continui ad essere una ‘storia infinita’”.