“Il male è un compagno inseparabile nella vita dell’uomo e della società. Tuttavia vi sono momenti nella storia umana – e il nostro è uno di questi – quando il male sembra prendere il sopravvento sulla ragione e sul bene”. E’ quanto scrive padre Bartolomeo Sorge, nell’editoriale dell’ultimo numero di “Popoli” (aprile 2000), dedicato ad una riflessione sulle prossime festività pasquali. “Come spiegare – si chiede il gesuita – , dopo secoli di civiltà, che gli eccidi continuino a insanguinare la terra, i diritti umani siano tuttora impunemente violati, la corruzione, la criminalità e il malcostume dilaghino nei Paesi cosiddetti ‘civili’? Come possono il razzismo e la xenofobia tornare a esplodere nel cuore dell’Europa, come se la barbarie del nazismo e della ‘shoah’ non avesse insegnato nulla?” DI fronte alla recente ascesa al potere di Jorg Haider in Austria, osserva Sorge, “sostenuta paradossalmente da un partito che dice di ispirarsi ai valori cristiani”, l’Europa ha giustamente reagito “come si fa con il cancro: se non si interviene prontamente, c’è il pericolo che le metastasi invadino e devastino l’intero organismo. Non mancano infatti qua e là nel vecchio Continente, pure in casa nostra, focolai che mostrano pericolose ‘affinità elettive’ con il liberal-nazionalismo populista austriaco”. Eppure, conclude il direttore della rivista, “la festa di Pasqua ritorna come un forte richiamo per tutti a non arretrare di fronte al male, ma a volere fortemente il bene; a impegnarsi cioè attivamente nella vita personale e sociale, per contrapporre l’amore all’odio, la giustizia al sopruso. Il modo migliore di esorcizzare i fantasmi del passato è non averne paura”.