Si intitola “Roma multietnica. Guida alla città invisibile”. E’ un volumetto di 224 pagine, divise per aree geografiche di provenienza, che raccontano le attività culturali, religiose, artistiche, imprenditoriali e sociali svolte dagli stranieri nella Capitale. E’ stato realizzato da una redazione composta da rappresentati delle varie etnie, e fotografa la realtà dei 200.000 stranieri che vivono a Roma (il 7% della popolazione romana), di cui l’83,9% sono extracomunitari. La terza edizione di questa particolare guida, nata da un progetto del Settore Multiculturale delle Biblioteche di Roma, e curata da Gabriella Sanna e Valeria Bersacchi nell’ambito della Collana Roma C’è (Guide del Villaggio Editoriale), è stata presentata questa mattina, presso il Centro Stampa dell’Agenzia Romana per il Giubileo. Attraverso di essa si scopre che nel tessuto sociale e culturale della città si stanno radicando altre realtà e che, se spesso i cittadini extracomunitari svolgono attività che gli italiani ormai rifiutano, altrettanto ricca è la presenza di poeti, scrittori, registi, musicisti. In Italia, e in particolare a Roma, dove l’immigrazione è caratterizzata da una grande varietà di gruppi etnici e religiosi, rispetto al resto dell’Europa, ha osservato Franco Pittau della Caritas Diocesana di Roma, “si impone la necessità di una mediazione culturale vera e propria”, nella quale “tutti dobbiamo sentirci operatori interculturali”. Non si può infatti dimenticare che sul tema degli immigrati “metà della popolazione è spaccata” e vede nel fenomeno dell’immigrazione “un nuovo disastro”. Spesso, ha proseguito Pittau, “si sfugge dal soffermarci sulla dimensione culturale degli immigrati”. Il Giubileo e il recente viaggio del Papa in Terra Santa, ha osservato la sociologa Maria Immacolata Macioti, indicano “la strada del confronto con le altre culture e le altre religioni”. Un confronto che “deve essere ripreso nella quotidianità. Affinché in futuro Roma multietnica diventi sempre più una città visibile”.